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Giochi di memoria senza schermo da fare con oggetti che hai già in casa

Laura Fontana5 minPubblicato il 15 ottobre 2026
Giochi di memoria senza schermo da fare con oggetti che hai già in casa
Risposta rapidaPer allenare memoria e attenzione non servono app, carte speciali o materiali costosi. Bastano oggetti comuni, una superficie libera e regole semplici. Il vantaggio dei giochi “fatti in casa” è che puoi adattare facilmente difficoltà, durata e numero di elementi all'età del bambino.
1. Cosa è sparito?2. La fila da ricordare3. Coppie con oggetti veri4. Il vassoio dell'osservatore5. Dove era?6. La catena delle parole7. Il percorso di oggetti8. Disegna quello che ricordiCome adattare i giochi all'etàMeglio pochi minuti fatti beneSicurezza con gli oggetti di casa

Il Center on the Developing Child di Harvard include il gioco tra le attività che possono aiutare i bambini a esercitare attenzione, memoria di lavoro e autocontrollo. Non significa trasformare ogni momento in un esercizio: l'obiettivo resta giocare, osservando quando aumentare o ridurre la difficoltà.

1. Cosa è sparito?

Metti sul tavolo 4-6 oggetti ben diversi tra loro: un cucchiaio, una macchinina, una spugna, una matita, un calzino. Lascia al bambino qualche secondo per osservarli, poi chiedigli di chiudere gli occhi e togli un oggetto. Quando riapre gli occhi deve dire cosa manca.

Per i più piccoli usa tre oggetti. Per rendere il gioco più difficile, aumenta gradualmente il numero oppure sostituisci due elementi alla volta.

2. La fila da ricordare

Disponi tre oggetti in fila e lascia che il bambino li osservi. Coprili con un panno, mescola l'ordine e chiedi di ricostruire la sequenza originale. All'inizio puoi usare oggetti molto diversi per forma e colore; in seguito puoi introdurre elementi più simili.

Una variante consiste nel far creare la sequenza al bambino e provarla tu: il cambio di ruolo rende il gioco più divertente e lo costringe a controllare con attenzione l'ordine scelto.

3. Coppie con oggetti veri

Raccogli piccoli oggetti in coppia: due tappi uguali, due cucchiaini, due matite, due costruzioni dello stesso colore. Coprili singolarmente con bicchieri opachi o piccoli contenitori rovesciati. A turno si scoprono due elementi e si cerca la coppia.

È il classico memory trasformato in un gioco tridimensionale. Se il bambino è piccolo, inizia con tre coppie; quando la partita diventa troppo facile, aggiungine una alla volta.

4. Il vassoio dell'osservatore

Metti su un vassoio 6-10 oggetti. Osservateli insieme per circa mezzo minuto, poi copri tutto. Il bambino prova a nominare quanti più elementi ricorda. Non è necessario trasformare il gioco in una gara: puoi chiedere “te ne viene in mente un altro?” oppure suggerire una categoria, come “c'era qualcosa che usiamo in cucina?”.

Per bambini più grandi, dopo aver coperto il vassoio puoi chiedere anche il colore o la posizione di alcuni oggetti.

5. Dove era?

Disponi quattro oggetti nei quattro angoli di un tavolo o di un tappeto. Dopo l'osservazione, chiedi al bambino di voltarsi e scambia la posizione di due oggetti. Il compito è capire quali si sono mossi.

Questa variante non richiede soltanto ricordare “cosa” c'era, ma anche “dove” si trovava. Puoi aumentare la difficoltà aggiungendo un quinto elemento al centro.

6. La catena delle parole

Scegliete un tema semplice, per esempio “cose che mettiamo nello zaino”. Il primo giocatore dice una parola: “quaderno”. Il secondo la ripete e ne aggiunge una: “quaderno, matita”. Si continua finché qualcuno dimentica un elemento o cambia l'ordine.

Con bambini piccoli bastano catene molto brevi. Con i più grandi puoi usare categorie più specifiche oppure chiedere di inventare una piccola storia che includa tutti gli elementi in sequenza.

7. Il percorso di oggetti

Metti tre oggetti in punti diversi della stanza: per esempio un cuscino sulla sedia, una palla vicino alla porta e un libro sul tappeto. Mostra il percorso in ordine e chiedi al bambino di ripeterlo: tocca il cuscino, poi la palla, poi il libro.

Quando la sequenza è acquisita, aggiungi un quarto passaggio. Questo gioco combina movimento e memoria e può essere utile quando stare seduti al tavolo non attira l'attenzione.

8. Disegna quello che ricordi

Mostra per pochi secondi una composizione molto semplice fatta con tre o quattro oggetti: una tazza rossa accanto a una matita, una chiave sopra un foglio, un blocco blu in basso. Poi coprila e chiedi al bambino di disegnarla.

Non serve valutare la qualità del disegno. L'idea è usare il foglio come strumento per ricostruire ciò che è stato osservato.

Come adattare i giochi all'età

Non esiste un numero di oggetti “giusto” per tutti. Parti da una difficoltà che consenta al bambino di capire la regola e ottenere qualche successo. Se ricorda tutto immediatamente per più turni, aggiungi un elemento; se si frustra o smette di partecipare, riduci il carico.

Per i più piccoli funzionano bene oggetti molto riconoscibili e turni brevi. Dai 4-7 anni possono diventare interessanti sequenze, cambi di posizione e piccole regole aggiuntive. Con bambini più grandi puoi introdurre strategie: raggruppare mentalmente gli oggetti, creare una storia o associare ogni elemento a un luogo.

Meglio pochi minuti fatti bene

La memoria non si allena aumentando a forza la durata. Un gioco di cinque o dieci minuti può essere più efficace e piacevole di una sessione lunga. Fermarsi quando l'interesse cala aiuta a mantenere il gioco come esperienza positiva.

Puoi riproporre la stessa attività in giorni diversi cambiando gli oggetti: le regole restano familiari, ma il contenuto è nuovo.

Sicurezza con gli oggetti di casa

Scegli sempre materiali adatti all'età. Con bambini piccoli evita pezzi minuscoli, oggetti taglienti, batterie sciolte, magneti, medicinali e qualunque elemento possa essere ingerito o rotto facilmente. Non usare il fatto che un oggetto sia “di casa” come garanzia di sicurezza.

Con pochi materiali e regole flessibili puoi creare decine di varianti. Il punto non è trasformare la memoria in una prestazione, ma usare il gioco per osservare, ricordare, aspettare il proprio turno e trovare strategie sempre nuove.

Fonti

Laura Fontana
Laura Fontana · educatrice e mamma, redattrice di infanzia e vita di famiglia
Laura Fontana è un'educatrice appassionata e mamma di due bambini, con un occhio attento alle dinamiche familiari. Lavora come redattrice per 'Crescere Bimbi', un magazine online dedicato a bambini e famiglia. Laura si…

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